Rischio inclusione, rischio estrattivo ma soprattutto rischio di essere trattata troppo presto!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Come sapete, ogni anno la Compagnia Ortodontica va in vacanza tutto il mese di agosto per rigenerare le forze, focalizzare gli obiettivi e ripartire più carica che mai a settembre con tante novità formative ma soprattutto con l’anteprima del super congresso del decennale, che si terrà a Riccione il 22, 23 e 24 giugno 2023.

Prima di lasciarvi tranquilli sotto il vostro ombrellone, vorrei mostrarvi un ultimo caso clinico che riguarda una paziente che potenzialmente correva parecchi rischi, primo di tutto quello di doversi confrontare con una doppia inclusione canina; un altro rischio derivava dall’importante affollamento che poteva tranquillamente esitare in un trattamento estrattivo. In ultimo, il rischio peggiore: essere trattata troppo presto e per troppo tempo. Molto spesso infatti l’attesa e qualche estrazione strategica di elementi decidui, sono le migliori armi di prevenzione che possiamo mettere in atto.Vediamo insieme il caso di Teresa.

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Per mesializzare di 2 cm serve un’idea, eccola!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi ho il grande piacere di ospitare tra le pagine della Compagnia un bravissimo collega che già altre volte ha avuto modo di mostrare il proprio valore clinico e didattico. Il dr. Michele Ceschi ci presenta un caso in cui grazie ad un apposito mesializzatore ad ancoraggio palatale è riuscito a gestire una difficile soluzione di agenesia dei laterali superiori e permettere una perfetta mesializzazione dell’arcata senza alcuna ripercussione sull’inclinazione degli incisivi centrali. Vediamo insieme come ha fatto e di quale strumento davvero smart si è avvalso!Continua a leggere »



Estrazione di un incisivo inferiore: scelta coraggiosa da gestire attentamente!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi ho il grande piacere di pubblicare tra le pagine della Compagnia un caso del mio grande amico Paolo Francesco Gallo che come sempre non finisce di stupirmi per come stia crescendo sia da un punto di vista clinico che didattico. Il caso in questione riguarda il trattamento di un adulto che desidera risolvere il problema di affollamento all’arcata inferiore a cui Paolo propone l’estrazione di un incisivo centrale; questa scelta è molto più coraggiosa di quello che si possa pensare, sia perché occorre farla digerire al paziente sia per la non semplice gestione clinica. Vediamo come si è comportato Paolo!
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Importante affollamento e 7 anni di follow up, ma prevedere la stabilità è possibile?

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Lasciatemi iniziare confermandovi che il programma del 4° Congresso della Compagnia (quello che celebrerà i 10 anni di questa bellissima avventura formativa) è praticamente completo. Un super parterre di relatori che si confronteranno su un tema tanto fondamentale quanto accuratamente evitato nei congressi. Non voglio anticiparvi nulla, ma sappiate che il 2223 e 24 giugno 2023 a Riccione accadrà qualcosa di realmente nuovo nel panorama ortodontico italiano!

Ma ora torniamo a parlare di clinica. Il caso di oggi ve lo mostrai in parte già 4 anni fa e ci furono parecchi commenti a proposito della stabilità a lungo termine in una paziente così affollata a cui non si erano proposte estrazioni. Natascia ha 12 anni, importante affollamento ad entrambe le arcata, biretrusa e con un palato discretamente contratto. Pur simulando una classe 2 seconda divisione, in realtà il suo quadro scheletrico è più simile ad una III classe mandibolare. Vediamo il caso completo fino all’ultimo controllo a distanza avvenuto  7 anni dopo lo sbandaggio!

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Esperienza positiva ed ortodonzia sostenibile sono entrambe armi molto efficaci!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi desidero condividere con voi un caso semplice ma che si inserisce nel solco di quell’ortodonzia “sostenibile” che permette, con mezzi economici e tempistiche brevi, di ampliare lo spettro di trattamenti possibili nell’ambito di uno studio dentistico. In questo modo sarà più immediato proporre preventivi accettabili che permettano al dentista di eseguire nel migliore dei modi piani di trattamento complessi e al paziente di comprendere a pieno il valore aggiunto che gli viene offerto. Oggi vi mostro il caso di Silvia, una paziente adulta che, un paio d’anni dopo aver eseguito un semplice allineamento inferiore, ha deciso di procedere con un’altra fase di trattamento. Da questo caso si comprende chiaramente come anche l’appetito dei pazienti venga mangiando ma solo… quando l’esperienza fatta sia stata positiva. Ecco Silvia!

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Grave quadro di oligodonzia, cosa fare? Poco, molto poco…

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi vi mostro un caso che fin dall’inizio mi diede molto da pensare. Volevo a tutti i costi fare qualcosa, intervenire precocemente e dimostrare a me, alla paziente e ai suoi genitori che sapevo cosa fare! Una volta superata questa fase tanto “mistica” quanto inutile, mi sono rapidamente accorto che la cosa migliore che potessi fare era attendere, mettendo in atto solamente piccoli accorgimenti che permettessero alla paziente di raggiungere la maturità scheletrica nel modo più estetico e funzionale possibile. Ora vediamo il caso di Marta, affetta da 16 agenesie.Continua a leggere »



Poco ortodonzia per migliorare la finalizzazione protesica!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi vi presento un caso in cui l’ortodonzia ha semplicemente preparato il terreno alla finalizzazione protesica. Si tratta di una giovane paziente di 32 anni affetta da una grave forma di discromia dello smalto in un quadro di forte biprotrusione. Da un punto di vista ortodontico mi è stato semplicemente chiesto di sfruttare gli spazi presenti per creare una condizione più favorevole alla progettazione di faccette estetiche atte a migliorare il sorriso della paziente. Tutti i professionisti coinvolti hanno prestato la propria opera gratuitamente in quanto questo caso è stato inserito all’interno di un progetto di assistenza riservato a persone bisognose; inizialmente sembrava che non potesse rientrare perché la paziente non aveva un vero e proprio problema funzionale ma solamente un disagio estetico. E’ altrettanto vero che dal termine della terapia la sua socialità è notevolmente migliorata, incrementando moltissimo la sua disponibilità all’integrazione e favorendo così la sua recente assunzione a tempo indeterminato. Ecco il caso!

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Come potenziare la fase di intercettiva con maschera di Petit: trazione h24!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi ho deciso di presentarvi un caso di intercettiva di classe III durante il quale ho sperimentato una modalità nuova di attivazione dell’osso mascellare. Ho deciso infatti di abbinare la classica trazione eseguita con la Maschera di Petit (da indossare sempre in casa) ad una trazione su arco saldato inferiore su cui sono state inserite due apposite ferule. In questo modo è stato possibile chiedere alla paziente di indossare gli elastici h24, con un risultato davvero interessante. Vediamo come!

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Open bite scheletrico ed iperdivergenza: l’utilizzo ragionato di Invisalign per un compromesso possibile!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi ho il grande piacere di ospitare tra le pagine della Compagnia un bravissimo collega che ho avuto il piacere di conoscere solo recentemente ma che da allora seguo sia per le sue capacità cliniche che per quelle formative. A proposito di queste ultime, vi invito a prendere in seria considerazione il completissimo corso che il dr. Lorenzo Bartolommei ha organizzato a Firenze dal 30 settembre al 2 ottobre. e che mira ad aumentare le capacità cliniche dei professionisti che hanno deciso di inserire gli allineatori tra le varie tecniche ortodontiche da utilizzare. Qui potete scaricare la locandina. Ora guardiamo proprio come Lorenzo ha gestito un importante open bite scheletrico in un paziente francamente iperdivergente. A te la parola Lorenzo!

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Stabilità trasversale dopo espansione con soli archi? Controlla il torque!

Buongiorno e buona settimana a tutti!

Oggi vi propongo un caso che purtroppo ho documentato pochissimo perché lo consideravo semplice e poco significativo. A distanza di tempo però mi sono amaramente pentito di aver perso una così bella occasione. Thomas infatti era affetto da un cross bite bilaterale che ho deciso di risolvere utilizzando esclusivamente gli archi, facendo a meno di apparecchiature ortopediche espansive. Nel mio periodo di euforia per il Damon System integrale, avevo quasi del tutto rinunciato ad utilizzare il disgiuntore, salvo tornare rapidamente sui miei passi una volta verificato i risultati insoddisfacenti di tale scelta. Ma con Thomas la storia è andata diversamente ed i risultati trasversali si sono dimostrati stabili nel tempo. E forse un motivo ci sarà…Continua a leggere »